26 gennaio 1966

Qui di seguito la pagina del diario di Dina in cui racconta la memorabile giornata, nota per la foto che la ritrae fra Papa Paolo VI e Chiara Lubich.

Quando eravamo già a letto, arrivò per me una telefonata di Marisa Cerini. Mi comunicava che avrei dovuto stare vicino a Chiara durante l’udienza perché, per tutti i gruppi che si presentavano al Pontefice, una persona li doveva rappresentare di fronte a lui. La mattina dopo venne Marilen Holzhauser a dirmi: “Hai un vestito nero?” Non lo avevo, avevo di nero solo le scarpe. “Hai un cappotto nero?” Non lo avevo. A quell’epoca, per andare dal Papa le donne dovevano vestire di nero, con un velo nero in testa.

Cominciò dunque la mia “vestizione”. Rapidamente Marilen indagò fra tutte chi avesse un vestito nero da prestarmi. Scambiai il mio vestito con quello di Clara Pelliccioni, di Roma a cui era morta la mamma da pochi giorni. Anche Fiore Ungaro mi mandò un cappotto suo nero, Chiara un velo nero, guanti neri e borsa nera.

Quando Chiara mi prese con sé in macchina, mi ha guardata e ha detto: “Oggi è una giornata di gioia per l’Opera, stai allegra”. Per tutta la strada abbiamo recitato il rosario. Allora non c’era ancora la sala Nervi; le udienze si facevano dentro una lunga sala, tutta buia. I gruppi si assiepavano lungo le pareti ed il Papa, entrando, passava in mezzo a loro benedicendoli. Poi si fermava in fondo alla sala dove c’era il suo seggio e i rappresentanti dei gruppi lo salutavano.

Finita l’udienza, il Papa è sceso a salutare Chiara ed io le ero vicina, proprio di fronte a lui. La grande impressione che ho provato è stata di guardare fino in fondo dentro i suoi occhi, così limpidi e profondi come l’acqua del mare. Un senso d’infinito. Quando siamo ritornate a Rocca di Papa, nella stessa tarda mattinata, Chiara ha voluto vederci subito tutte, per riferire quello che le aveva detto il Papa. Fu molto importante questo evento per Chiara: dopo tanti avvenimenti dolorosi per l’Opera, questo incontro ufficiale fra il Papa e noi volontarie, come parte dell’Opera, era il riconoscimento dell’Opera stessa. Poi Chiara domandò: “Dov’è la mia compagna?” e mi fece salire vicino a lei a dire le mie impressioni. Più tardi mi fece avere la foto col Papa, una foto che ha girato il mondo.